May 23, 2013
FOR ALIENS ONLY

La proprietaria del nostro ufficio ha 85 anni e ogni tanto esce di casa. Esce accompagnata dalla badante che, come molte badanti, ha la faccia stanca di colei che deve portare la vecchietta a spasso ma preferirebbe di gran lunga fare le pulizie mentre telefona ai figli, al marito, alle amiche, alle coinquiline e in una lingua ignota alla vecchietta.
Almeno secondo il punto di vista della badante. Che secondo me, invece, siamo circondati da anziani che comprendono benissimo le lingue dell’Est Europa. Per sopravvivenza.

La vecchietta abita sopra l’ufficio, all’ultimo piano di una strepitosa palazzina liberty che probabilmente possiede interamente. L’appartamento, lo si capisce alzando gli occhi, ha un balcone trapezoidale e anche un bovindo. E io invidio il suo bovindo come invidio il fatto che al mondo ci sia un gruppo di esseri umani che possiede bovindi, che sono il segno inconfutabile del fatto che l’intelligenza della specie si misuri nella capacità di realizzare case belle anche per le piante.

Ora, interrompendo a pochi metri dal cancello la sua passeggiata mattutina, l’altro giorno la vecchietta si è fermata davanti al cartello che recita “PARKING FOR ALIENS ONLY”, apposto nel vano tentativo di impedire che qualcuno parcheggi l’auto davanti alla nostra vetrina.

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Lo ha letto, ha sorriso, quindi si è affacciata sulla soglia comunicandoci un laconico Mi sono simpatici gli alieni.

Le sono simpatici perché li ha visti. Di questo sono certa.
E ne sono certa perché poche settimane fa ritengo di essere stata ospite degli alieni in quel di Joshua Tree, un luogo che ha a che vedere con l’Immenso Spazio Profondo.
Non li ho visti ma loro hanno visto me in virtù del fatto che indossavo calzettoni multicolor su leggins animalier (di animale gatto).
Un chiaro segnale di apertura al dialogo.

E sono felice che la vecchietta alla quale verso l’affitto abbia un argomento da offrirmi. Non un “quando ero giovane”, ma l’Altra Dimensione.

Quella che non vedrei se avessi la boccetta degli psicofarmaci che probabilmente merito. Quella che hanno certi anziani che hanno visto e non possono fare a meno di dirtelo.
Sempre che io non abbia un contratto con un’aliena, cosa che mi legherebbe all’Immenso Spazio Profondo per ben quattro anni + quattro.

May 22, 2013
Un punto di vista sul compleanno di Morrissey

May 21, 2013
Ho vinto io, Angelo.

Di Angelo il barista amo la misoginia faticosamente repressa.
Angelo ha un nome arabo, che ignoro.
Angelo ha il bar davanti al nostro ufficio. Il Bar Angelo, appunto.
Un bar molto brutto e privo di qualsivoglia genere di conforto, se non siete amanti delle slot machine.

Ma il Bar Angelo ha un giardino e tavoli all’aperto e biliardino.
E poi c’è Angelo. Nato in Egitto, ha comprato un locale a Monte Sacro, in una strada abitata di anziani, e ne ha fatto il ritrovo di svariati casi umani, tutti uomini, che iniziano a bere quando noi prendiamo il primo caffè.

Noi incidiamo sul fatturato di Angelo per un buon 35%. Cosa che ci legittima a dargli la linea. 
Per esempio, facciamo rimuovere i manifesti del candidato del Centro Destra al Municipio, minacciando lo Sciopero del Caffè.

Angelo rimuove. Da bravo uomo del Mediterraneo, detesta il conflitto. 
Da bravo uomo del Mediterraneo, Angelo lo alimenta. 
E indica me, “la signora”, al disagiato mentale che lamenta l’assenza del suddetto manifesto. 
Il disagiato mentale mi mostra un portachiavi di Mussolini e mi attacca con un “che c’hai da di’?”. E io gli rispondo che quello è finito a Piazzale Loreto prima che nel suo portachiavi, quindi ho vinto io.
E pure molto tempo fa.

La mia vita di adulta è iniziata al Trullo, borgata Comunista. So come spezzare le gambe e rientrare nel contesto borghese che mi ha dato i natali. Infatti il disagiato fascista si attacca alla bottiglia e alla slot machine e io gli dico “Scusa, ora ho una riunione”. 

E Angelo osserva. Osserva e sorride.
Lui, che mi racconta che abita davanti alle piramidi ma le piramidi non le vede più dal ‘95, da quando gli hanno costruito un grattacielo sull’orizzonte dell’orgoglio; lui, che poi si gira e fa al mio socio uomo “guarda che ha preparato mia moglie alle 5 di stamattina”.

Sono involtini di foglia di vite, il lavoro delle donne.
E Angelo lo dice al mio socio per dirlo a me: u
n “torna in cucina” che mi fa sorridere a mia volta. 
Perché nella vicinanza abbatti gli schemi e pensi che non ha senso combattere. Ti priveresti delle soddisfazioni sul fascismo etilico, che sono le tue vittorie.

Angelo, fammi un caffè, che te lo pago con il mio stipendio di donna che va a lavorare alle 10 del mattino.
Ho vinto io. E pure molti anni fa.

May 21, 2013

allthebestindiemusic:

“Not The Kid” by Communist Daughter

Quelli che si chiamano come la traccia n.7  

May 19, 2013

Da giovane eri il Re dei Fiori di Carota.
E quando costruivi una torre rotolando tra gli alberi in mezzo a sacri serpenti a sonagli, quella si sbriciolava ai tuoi piedi.

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